In Strada: primavera 2014

Michele insegnava Filosofia. Prima di lasciare a me i soldi che pensava di spende al cinema del pomeriggio, si ferma a chiacchierare e leggere di tolleranza. Dopo che Mariquita e Abelardo lo hanno divertito, tira fuori dalla borsa Voltaire e legge per me. “Ci sono uguali più uguali di altri?”

Rosa e Leonello hanno ricevuto una bellissima notizia, una di quelle che ti cambiano la vita. Si fermano entusiasti, perché condividerla la fa sembrare ancora più vera. Rosa vuole una conferma che “cominceranno a capitarti cose meravigliose, favolose, incredibili”, e insieme, come caccadrà anche con Maria e Elena, concordiamo che non sempre saranno quelle che ci aspettiamo.
Leonello si diverte moltissimo a divagare, ora che può permetterselo. E scherza con la leggerezza di chi conosce la densità delle cose.

Maria conosce la funzione della lettura e prima di andarsene mi chiede una cosa in cambio di ciò che ha dato. Grazie per aver capito.

Melina viene a cercarmi apposta e si trova come a casa sua. Basta chiedere, a volte.

Primo pensiero
La strada è il posto in cui si incontrano la mia paura e la tua.
La mia paura di fallire, di non attirare, trattenere, giustificare la tua attenzione.
La tua paura di essere intrappolato, di dover dare qualcosa che non hai o non vuoi, di dover fare qualcosa che non sai o non puoi.

Filippo, Elena, Lorenzo, Rocco, Angela e Luciano sono giovani, attenti, curiosi. Cercano, a volte senza sapere cosa stiano cercando. Si avvicinano con entusiasmo o timore, l’incertezza che lascia spazio alla confidenza e alla fiducia che mi concedono quasi senza riserve. Trovano indizi di futuro, vicinanza, verità, tradimenti, speranze.

Secondo pensiero
Ogni giorno io guardo fuori dalla finestra per vedere se c’è il sole e se l’altezza del salto è ragionevole, per la mia paura.
A ogni passo tu guardi bici, carretto, cartelli e sedili per provare se il salto fino ai miei occhi è sostenibile, prima di proseguire oltre o fermarti.

Ottavia dice che mi telefonerà per regalarmi a un’amica, Massimo e Graziella si fanno raccontare tutto e tutto mi raccontano in attesa di rincontraci da loro, due ragazze sono in ritardo a lezione ma ora hanno la cartolina, la coppia olandese sorride rammaricata che non abbia (ancora) testi in inglese, la libraia esce e ringrazia. Tra l’uno e l’altro (che spero di non aver dimenticato), io penso.

Terzo pensiero
La gente che “che bellaidea”
La gente che “grazioso, complimenti”
La gente che “mi spiace, sono di fretta, altrimenti…”
La gente che “torno dopo, domani, un’altra volta…”
La gente che “meno male, tieni duro”
La gente che è tutta diversa. Sono persone, pagine.
Mi piace stare seduta, zitta, a guardare e ascoltare. Per mestiere.
Con un libro in mano.

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